I Vincenziani alla riscoperta evangelica della Medaglia Miracolosa

DAVOLI. L’appartenenza alla Chiesa Cattolica ci rende spes­so poco attenti al “Trascen­dente” che spesso si confonde con l’immanente. I Vincenzia­ni, profondamente devoti e le­gati alla cristologia quale pun­to centrale della loro storia, cercano, in tutti i modi, di rac­contare attraverso San Vin­cenzo il santo dei poveri.

L’hanno fatto anche il 27 novembre ricordando la gio­vane Santa Caterina Labouré e l’episodio della “Medaglia miracolosa” a lei legato. Una storia nel cuore di Parigi, da oltre 150 anni, gente di ogni razza si alterna in preghiera nella cappella della Medaglia meravigliosa della rue du Bac. Caterina è una fanciulla della Borgogna, un’umile figlia dei campi, ma sente forte il richia­mo di Gesù e prega intensa­mente senza conoscerne il ve­ro senso che però le viene rive­lato al suo diciannovesimo compleanno grazie a un sogno e a San Vincenzo de’ Paoli.

Caterina, ormai suora, è protagonista di tanti bellissi­mi episodi, ma il più impor­tante è l’apparizione della Ma­donna. Quella volta la Vergine Maria apparve nel suo splendore come in un globo di luce: – “Fa’ coniare una medaglia su questo modello: le persone che la porteranno riceveranno grandi grazie”. Sul dietro del­la medaglia vi era una M sor­montata da una croce. Da quel momento la medaglia è segno di rinnovamento mariano e di una riscoperta evangelica. I Vincenziani di Davoli l’hanno voluto ricordare riuniti in pre­ghiera in San Roberto Bellar­mino. (ma.ar.)

Domenica 8 Dicembre 2013  Gazzetta del Sud

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